Accessori per Capelli:Il Fascino dell’Arte di Adornarsi, dall’Antichità a Oggi

23 Apr , 2026 - Cronache di Stile - Francesca

Accessori per Capelli:Il Fascino dell’Arte di Adornarsi, dall’Antichità a Oggi

I capelli sono da sempre considerati una “corona naturale”. Molto prima che la moda diventasse l’industria che conosciamo oggi, le civiltà antiche utilizzavano gli accessori per capelli non solo per ragioni pratiche, ma come veri e propri simboli di potere, spiritualità e identità.

Noi di Layan crediamo che ogni accessorio – che sia un hijab pregiato o un fermaglio ricercato – sia il proseguimento di una storia millenaria. In questo viaggio nel tempo, scopriremo come le donne del passato decoravano la propria chioma, ispirando lo stile senza tempo che celebriamo ancora oggi.


Per gli antichi Egizi, la cura del corpo era una forma di devozione. I capelli (o la loro assenza) indicavano lo status sociale. Le donne nobili utilizzavano diademi in oro finemente lavorati e decorati con pietre dure come il lapislazzuli e la malachite.

Le perline di ceramica: Molte acconciature venivano intrecciate con piccole perline colorate (faience) che creavano un effetto a rete, molto simile ai moderni dettagli gioiello che amiamo inserire nei nostri look contemporanei.

Simbolismo: I fiori di loto, spesso usati come decorazioni fresche o riprodotti in metallo, simboleggiavano la rinascita e la purezza.


Se l’Egitto era opulenza, la Grecia era armonia. Le donne greche preferivano uno stile più morbido, caratterizzato da nodi e trecce raccolte.

Una corona a forma di mezzaluna, spesso in metallo prezioso, che poggiava sulla fronte.

Chiamati tainia, venivano avvolti intorno alla testa per fissare lo chignon.

 Retine spesso realizzate in fili d’oro o d’argento, avvolgevano completamente i capelli raccolti.


A Roma, “più grande era, meglio era”. Durante l’epoca imperiale, le acconciature divennero talmente complesse (le famose orbis) da richiedere l’aiuto di schiave specializzate chiamate ornatrices.

Le matrone romane facevano largo uso di aghi per capelli (acus) in avorio o argento, lunghi fino a 20 cm, che servivano a fissare strutture architettoniche di ricci e trecce. Questi spilloni non erano solo funzionali; le loro teste erano scolpite con immagini di dee o scene mitologiche.

Curiosità: Le donne romane amavano così tanto gli accessori che esisteva una vera e propria “psicologia del capello”: una chioma disordinata o priva di accessori era segno di lutto o di basso rango sociale.


Nelle corti della Cina antica, i Kanzashi indicavano persino se una donna fosse sposata o meno. Parallelamente, nelle culture del Medio Oriente, la cura del capello era strettamente legata al concetto di bellezza interiore e riservatezza.

Qui, l’accessorio inizia a fondersi con il velo: spilli in argento e perle venivano usati per fissare tessuti preziosi, creando un equilibrio perfetto tra modestia e splendore.



Dalle rive del Nilo alle passerelle di oggi, gli accessori per capelli sono il filo rosso che unisce le generazioni di donne nel mondo. Non sono mai stati “semplici oggetti”, ma strumenti di espressione e di protezione.

Su Layan, selezioniamo ogni pezzo pensando a questa eredità. Vogliamo che ogni volta che indossi un nostro accessorio, tu possa sentire quella connessione con la bellezza senza tempo.


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